Capanna Pairolo



 Ubicazione:  Val d'Usin (Val Colla)
 Carta 1:25'000:  CNS 1333 (Tesserete)
 Coordinate:  724.310 - 102.475
 Altitudine:  1344 metri
 Vie d'accesso:  Cimadera 1 h, Sonvico 2 h, Brè 4 h
 Apertura:  1. maggio - 1. novembre 
 Posti letto:  40
 Pasti e bibite:   disponibili solo in presenza della guardiana
 Guardiana:  Michela Dellatorre
 079 274 23 35
 Telefono:  091 944 11 56
 E-mail:  pairolo (chiocciolina) gmail.com

Capanna Pairolo


La nostra Capanna si trova ad un'altitudine di 1344 metri. Ubicata nella Val d'Usin, alta Valle del Cassarate, sopra Lugano, a circa 2 ore di marcia da Sonvico, 1 ora da Cimadera, 4 ore da Brè paese.


La regione in cui si trova, trai Denti della Vecchia e la Cima di Foiorina, mette in risalto le caratteristiche rocce calcareo-dolomitiche, formatesi sul fondo del mare durante il Triassico, 200 milioni di anni fa, sono note da tempo per la ricchezza della flora composta da diverse specie rare o assenti nel resto della Svizzera. Le stesse rocce che si prestano in modo eccellente alla pratica dello sport dell'arrampicata.

La capanna ospita 40 posti letto con possibilità di consumare pasti caldi. E' gradita la riservazione per gruppi superiori a 3-4 persone.

La capanna è punto di arrivo e di partenza per passeggiate in diverse direzioni: Val Colla, Sopraceneri, Italia e Lago di Lugano.

Ideale meta domenicale per le famiglie e tappa interessante per scolaresche e comitive.


Divertimento per tutte le età.


Denti della Vecchia, inizio 1900



CAPANNA DEL PAIROLO , 1937 

Proprio lassù si era deciso di costruire la capanna, vicino ai Denti della Vecchia o Canne D’organo , dove i soci del Gruppo rocciatori della SAT , andavano ad allenarsi per poter cimentarsi con gli spigoli e le pareti del Salbischin e della Bregaglia. Bellissima regione, di natura cangiante ad ogni pié sospinto, calcarea e perciò ricca di decine di specie di fiori. Era un bel pascolo, ai tempi c’era l’alpe patriziale di Sonvico, li sotto ai due sassi che sono a fianco della capanna. 

Fino a qualche anno dopo la guerra vi salivano a pascolare le mucche di Ciovasc e Usin, che coi loro campani suonavano una musica che va viepiù scomparendo. 

Il Magia, il Carletto, l’Ugo ed il Belloni del gruppo rocciatori erano riusciti ad avere dalla loro parte i dirigenti della SAT di Lugano con alla testa Nino Rezzonico, Marelli , Maestrini (giardiniere) e zio Angiolin Valsecchi, Lucchini. 

Un bel giorno del 1937 arriva una squadra di operai, un po’ tutte le età . 

Il Liso, il Pincia , che dal Croson e da Arla scendeva in Cadrigna a trovare la Giovannina. Il Fredo, che saliva da Villa Luganese tutte le mattine. 

L’altro Fredo , quello di Dino , che con la scusa di andare a trovare l’Elvira, scendeva spesso la sera per ritornare al mattino con un “ fiasco “ di 14 litri di buon nostra nello. C’erano pure il Pep e l’Ersilio dell’Alta Pieve, e i bocia , Pepi, Ligio e Piero . In un momento, fatto uno spiazzo, è sorta una baita come quelle dei Bergamaschi che tagliavano i boschi e quindi , incominciarono subito i lavori. 

All’inizio è stata un po’ dura , nel terreno c’erano delle infiltrazioni d’acqua e la terra continuava a franare. Io salivo il mattino a piedi da Dino per le commissioni scendevo spesso a Cimadera dalla Giacomina per qualche telefonata. L’addetto al mulo per i trasporti da Cimadera era il Frido, mentre i trasporti più delicati li facevano gli uomini del paese, tra cui il Begnò che faceva i più pesanti, aveva portato su le vaschette e il gabinetto turco. Un mattino arrivo quando la capanna non era ancora a tetto e gli oprai dormivano ancora nella baita. Con grande meraviglia vedo che il tetto di eternit era scomparso, era successo che nella notte un vento di quelli con la V maiuscola l’aveva portato giù per un duecento metri, fino al “fò de Sant Isep”. Di quando in quando salivano gli impresari Remo e Reno, col Scior Nino e l’architetto Leo, il sempre bonario Masini e gli altri della società. Gente veramente in gamba, che con coraggio e sacrifici , hanno messo a disposizione degli amanti della montagna le nostre carissime capanne. L’anno dopo non c’ero all’inaugurazione, ma in compenso il Luis Tanzi, ci fece vedere il film per mostrare che festone c’è stato. Molta gente, di cui molti arrivano ancora oggi. Non per parlar male, anzi, fa piacere, molto piacere, vedere che ci sono molti che, invecedi andare a passeggio sul “quai”, vanno in montagna (tralasciando il luk), anche se solo al Pairolo, raggiungibile da Cimadera senza tanta fatica. In fondo, confessiamolo, questa nostra capanna ha il merito di far godere la montagna anche a quelli che non possono, o non vogliono, fare grandi sforzi, facendo a meno dei mezzi meccanici che invadono sempre più le montagne. La storia qui deve ricordare anche i guardiani, primo dei quali fu il Carleto di Sonvico, aiutato dall’Ettorin. Dopo qualche anno, il Togn di Rat, che lasciò però presto vacante la carica. Fortuna volle che il Bianc Fiss, , al secolo Sergio Valsecchi, allora “penter li lettiere”, dai Pellegatta, perché troppo pagato, andava su per non restare a Lugano a spendere. Io con la scusa dell’aiutante “contemplata d’altronde ancora nel contratto), facevo il portoghese. 

Era tempo di guerra, ma per fortuna il buon Masini ci “regalava” un qualche bollino quando il sabato si faceva la spesa nel suo negozio di via Lucchini. 

Frequentatori assidui erano i membri del gruppo rocciatori, Magia, Stèa, Lendenon, Lendenin, Turo, Gigi e altri di cui mi sfugge il nome. Anche quelli di Chiasso allora si vedevano spesso, e delle belle compagnie, tra loro, il “Capablo”, che andava a bivaccare ai Denti della Vecchia per allenarsi , ed il Butti che di quando in quando si vede ancora. “Bianc Fiss “ , per sbarcare il lunario, ha dovuto andare a lavorare sul Lucendro e dopo un interregno del Renato Conti, si è trovato il grande guardiano, il Marelin, che, come i tedeschi dell’Albigna, faceva tum, tum, con gli zoccoloni di legno che di quando in quando porto ancora io, d’estate saliva la buona Regina. Era ancora tempo di guerra, ma si andava già meglio , c’era il Socchi, che aveva fatto la fontana, la Madonnina sul pilastro del 

portico e molti altri lavori, tra cui, col Ferrari, il sentiero in territorio svizzero dal 

Pairolo all’alpe della Bolla. Egli, una volta all’anno, in autunno, preparava la grande cena, offerta dalla SAT ai rocciatori , perché rifornivano la capanna di legna. In quelle occasioni, capanna riservata, c’erano anche i Ponti, il Peto e il Nino (ex rocciatori) e il Rico Barenco, con tanto di chitarre. 

Si facevano di quelle cantate che …. , insomma, ci stava anche il Marelin con i coperchi delle pentole. Ricordando il caro Socchi, non si devono dimenticare le altre guardie che si sono susseguite nei posti della regione e che in servizio lassù, sono stati gli angeli custodi della capanna in assenza del guardiano, questo per interessamento del colonnello Amadò e del maggior Gianola. 

Purtroppo molti sono scomparsi, anche il Marelin, che aspettava di festeggiare il ventesimo. Peccato ! Lui che viveva per il Pairolo ! Momenti grami ora per le capanne , per chi fa ancora il guardiano come lui ! Per fortuna il Turo aveva trovato il Tenderini, che ha attirato ai Denti della Vecchia gli amici di Como , Lecco e Milano. Dopo due anni ci ha lasciato per altre capanne ed è venuto il Maiocchi per un’anno. In mancanza d’altro, per l’inverno e la primavera 1963-1964 ci siamo arrangiati con una squadra speciale, Claude, capo cucina , che dopo il pranzo, con il coltello da macellaio in mano, domandava ai presenti se erano contenti. Ghel, aiuto cucina, Enzo, capo cameriere, Fausto, Gianpaolo e Fulvio, impiegati tutto fare. Era passato però il tempo dei portoghesi e tutti pagavano la capanna. Un bel giorno d’aprile arriva lassù una signora e si offre come guardiana , occasione da non lasciare e Graziano e Magia combinano il contratto con quella buona “pasta” d’una Elena, che speriamo abbia a tener duro ancora qualche anno. Questo era nelle intenzioni di chi ci ha dato questa capanna, e lo è lo in quelle di chi ne segue le orme. 

Ghell, da “Montagne 1967”. 


Immagini storiche della capanna

.



Comments